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Serata a Thiene: "Oltre l'ospedale unico"

Silvia Genero, referente thienese - Si è svolta mercoledì a Thiene la serata sulla sanità organizzata dal Gruppo Consiliare Regionale Italia dei Valori in collaborazione con IdV di Thiene e provinciale di Vicenza. Alberto Toldo, sindaco di Valdastico nonché presidente della Conferenza dei Sindaci Ulss 4 Alto-vicentino, ha illustrato la nuova struttura che i servizi socio-sanitari dovranno avere in Veneto: un ospedale dedicato alle acuzie supportato da una rete di servizi dislocati sul territorio che gestiranno la cronicità, la lunga degenza e gli interventi di codice bianco e ambulatoriali di routine. Corrado Pertile, ex direttore del distretto socio-sanitario di Thiene, ha evidenziato come i cambiamenti demografici, a partire dall’innalzamento costante dell’età anagrafica assieme ad un forte deficit nel rapporto genitori-figli, comportino un peso sempre maggiore della cronicità nel settore sanitario, intersecato sempre più con quello sociale. Ha quindi illustrato il nuovo sistema di aggregazione funzionale territoriale che si sta attivando in parallelo: medici in team  a rispondere alle esigenze ambulatoriali e di routine, cioè circa il 90% della domanda socio-sanitaria. La dottoressa Mirca Rita Lagni, medico presso l’ospedale di Schio, ha descritto l’ospedale unico come una opportunità a fornire un servizio più efficace ed efficiente al cittadino, ma anche un problema se, causa la netta riduzione dei posti letto, non verrà affiancato prontamente da una rete di servizi per la lunga degenza e la cronicità. Antonino Pipitone, Consigliere Regionale Italia dei Valori nonché medico, ha infine spiegato come il nuovo Piano Sanitario Regionale supplisca sì ad una mancanza di pianificazione sanitaria decennale, ma presenti problematiche alquanto complesse la cui soluzione finora indicata non è sempre condivisibile. Ha esposto le battaglie che IdV porta avanti per un Piano Sanitario Regionale più equo ed efficiente: una gestione delle risorse economiche adeguatamente funzionali alle esigenze, stop agli sprechi e alla serie di incongruenze che portano la sanità privata in taluni casi ad essere economicamente più conveniente per il cittadino. Come pure si buttano centinaia di milioni di euro in faraonici buchi nell’acqua e nel contempo, tanto più in periodo di crisi, si costringono i veneti a pagare assurdi ticket multipli. In un progetto di efficienza ed eccellenza va arrestato prontamente questo decadimento della sanità pubblica veneta.

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