NOTIZIE DALLA PROVINCIA

TESSERAMENTO 2012

E' INIZIATO IL TESSERAMENTO 2012

Ripensi all'Alta velocità Torino-Lione: appello al premier Monti

Ivan Cicconi, Luca Mercalli, Marco Ponti e Sergio Ulgiati inviano una lettera aperta al presidente del Consiglio, invitandolo "sulla base di evidenze economiche, ambientali e sociali" a riconsiderare il progetto dela nuova linea ferroviaria che unirebbe il Piemonte alla Francia attraverso la Val di Susa

Onorevole Presidente,

ci rivolgiamo a Lei e al Governo da Lei presieduto, nella convinzione di trovare un ascolto attento e privo di pregiudizi a quanto intendiamo esporLe sulla base della nostra esperienza e competenza professionale ed accademica. Il problema della nuova linea ferroviaria ad alta velocità/alta capacità Torino-Lione rappresenta per noi, ricercatori, docenti e professionisti, una questione di metodo e di merito sulla quale non è più possibile soprassedere, nell’interesse del Paese. Ciò è tanto più vero nella presente difficile congiuntura economica che il suo Governo è chiamato ad affrontare.
Sentiamo come nostro dovere riaffermare – e nel seguito di questa lettera, argomentare – che il progetto1 della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, inspiegabilmente definito “strategico”, non si giustifica dal punto di vista della domanda di trasporto merci e passeggeri, non presenta prospettive di convenienza economica né per il territorio attraversato né per i territori limitrofi né per il Paese, non garantisce in alcun modo il ritorno alle casse pubbliche degli ingenti capitali investiti (anche per la mancanza di un qualsivoglia piano finanziario), è passibile di generare ingenti danni ambientali diretti e indiretti, e infine è tale da generare un notevole impatto sociale sulle aree attraversate, sia per la prevista durata dei lavori, sia per il pesante stravolgimento della vita delle comunità locali e dei territori attraversati.

Diminuita domanda di trasporto merci e passeggeri
Nel decennio tra il 2000 e il 2009, prima della crisi, il traffico complessivo di merci dei tunnel autostradali del Fréjus e del Monte Bianco è crollato del 31%. Nel 2009 ha raggiunto il valore di 18 milioni di tonnellate di merci trasportate, come 22 anni prima. Nello stesso periodo si è dimezzato anche il traffico merci sulla ferrovia del Fréjus, anziché raddoppiare come ipotizzato nel 2000 nella Dichiarazione di Modane sottoscritta dai Governi italiano e francese. La nuova linea ferroviaria Torino-Lione, tra l’altro, non sarebbe nemmeno ad Alta Velocità per passeggeri perché, essendo quasi interamente in galleria, la velocità massima di esercizio sarà di 220 km/h, con tratti a 160 e 120 km/h, come risulta dalla VIA presentata dalle Ferrovie Italiane. Per effetto del transito di treni passeggeri e merci, l’effettiva capacità della nuova linea ferroviaria Torino-Lione sarebbe praticamente identica a quella della linea storica, attualmente sottoutilizzata nonostante il suo ammodernamento terminato un anno fa e per il quale sono stati investiti da Italia e Francia circa 400 milioni di euro.

Assenza di vantaggi economici per il Paese
Per quanto attiene gli aspetti finanziari, ci sembra particolarmente importante sottolineare l’assenza di un effettivo ritorno del capitale investito. In particolare:
1. Non sono noti piani finanziari di sorta
Sono emerse recentemente ipotesi di una realizzazione del progetto per fasi, che richiedono nuove analisi tecniche, economiche e progettuali. Inoltre l’assenza di un piano finanziario dell’opera, in un periodo di estrema scarsità di risorse pubbliche, rende ancora più incerto il quadro decisionale in cui si colloca, con gravi rischi di “stop and go”.
 
2. Il ritorno finanziario appare trascurabile, anche con scenari molto ottimistici
Le analisi finanziarie preliminari sembrano coerenti con gli elevati costi e il modesto traffico, cioè il grado di copertura delle spese in conto capitale è probabilmente vicino a zero. Il risultato dell’analisi costi-benefici effettuata dai promotori, e molto contestata, colloca comunque l’opera tra i progetti marginali.
 
3. Ci sono opere con ritorni certamente più elevati: occorre valutare le priorità
Risolvere i fenomeni di congestione estrema del traffico nelle aree metropolitane così come riabilitare e conservare il sistema ferroviario “storico” sono alternative da affrontare con urgenza, ricche di potenzialità innovativa, economicamente, ambientalmente e socialmente redditizie.
 
4. Il ruolo anticiclico di questo tipo di progetti sembra trascurabile
Le grandi opere civili presentano un’elevatissima intensità di capitale, e tempi di realizzazione molto lunghi. Altre forme di spesa pubblica presenterebbero moltiplicatori molto più significativi.
 
5. Ci sono legittimi dubbi funzionali, e quindi economici, sul concetto di corridoio
I corridoi europei sono tracciati semi-rettilinei, con forti significati simbolici, ma privi di supporti funzionali. Lungo tali corridoi vi possono essere tratte congestionate alternate a tratte con modesti traffici. Prevedere una continuità di investimenti per ragioni geometriche può dar luogo ad un uso molto inefficiente di risorse pubbliche, oggi drammaticamente scarse.
 
Bilancio energetico-ambientale nettamente negativo
Esiste una vasta letteratura scientifica nazionale e internazionale, da cui si desume chiaramente che i costi energetici e il relativo contributo all’effetto serra da parte dell’alta velocità sono enormemente acuiti dal consumo per la costruzione e l’operatività delle infrastrutture (binari, viadotti, gallerie) nonché dai più elevati consumi elettrici per l’operatività dei treni, non adeguatamente compensati da flussi di traffico sottratti ad altre modalità. Non è pertanto in alcun modo ipotizzabile un minor contributo all’effetto serra, neanche rispetto al traffico autostradale di merci e passeggeri. Le affermazioni in tal senso sono basate sui soli consumi operativi (trascurando le infrastrutture) e su assunzioni di traffico crescente (prive di fondamento, a parte alcune tratte e orari di particolare importanza).

Risorse sottratte al benessere del Paese
Molto spesso in passato è stato sostenuto che alcuni grandi progetti tecnologici erano altamente remunerativi e assolutamente sicuri; la realtà ha purtroppo dimostrato il contrario. Gli investimenti per grandi opere non giustificate da una effettiva domanda, lungi dal creare occupazione e crescita, sottraggono capitali e risorse all’innovazione tecnologica, alla competitività delle piccole e medie imprese che sostengono il tessuto economico nazionale, alla creazione di nuove opportunità lavorative e alla diminuzione del carico fiscale. La nuova linea ferroviaria Torino-Lione, con un costo totale del tunnel transfrontaliero di base e tratte nazionali, previsto intorno ai 20 miliardi di euro (e una prevedibile lievitazione fino a 30 miliardi e forse anche di più, per l’inevitabile adeguamento dei prezzi già avvenuto negli altri tratti di Alta Velocità realizzati), penalizzerebbe l’economia italiana con un contributo al debito pubblico dello stesso ordine all’entità della stessa manovra economica che il Suo Governo ha messo in atto per fronteggiare la grave crisi economica e finanziaria che il Paese attraversa. è legittimo domandarsi come e a quali condizioni potranno essere reperite le ingenti risorse necessarie a questa faraonica opera, e quale sarà il ruolo del capitale pubblico. Alcune stime fanno pensare che grandi opere come TAV e ponte sullo stretto di Messina in realtà nascondano ingenti rischi per il rapporto debito/PIL del nostro Paese, costituendo sacche di debito nascosto, la cui copertura viene attribuita a capitale privato, di fatto garantito dall’intervento pubblico.
Sostenibilità e democrazia
La sostenibilità dell’economia e della vita sociale non si limita unicamente al patrimonio naturale che diamo in eredità alle generazioni future, ma coinvolge anche le conquiste economiche e le istituzioni sociali, l’espressione democratica della volontà dei cittadini e la risoluzione pacifica dei conflitti. In questo senso, l’applicazione di misure di sorveglianza di tipo militare dei cantieri della nuova linea ferroviaria Torino-Lione ci sembra un’anomalia che Le chiediamo vivamente di rimuovere al più presto, anche per dimostrare all’Unione Europea la capacità dell’Italia di instaurare un vero dialogo con i cittadini, basato su valutazioni trasparenti e documentabili, così come previsto dalla Convezione di Århus2.
Per queste ragioni, Le chiediamo rispettosamente di rimettere in discussione in modo trasparente ed oggettivo le necessità dell’opera.
Non ci sembra privo di fondamento affermare che l’attuale congiuntura economica e finanziaria giustifichi ampiamente un eventuale ripensamento e consentirebbe al Paese di uscire con dignità da un progetto inutile, costoso e non privo di importanti conseguenze ambientali, anche per evitare di iniziare a realizzare un’opera che potrebbe essere completata solo assorbendo ingenti risorse da altri settori prioritari per la vita del Paese.

Con viva cordialità e rispettosa attesa,

Sergio Ulgiati, Università Parthenope, Napoli
Ivan Cicconi, Esperto di infrastrutture e appalti pubblici
Luca Mercalli, Società Meteorologica Italiana
Marco Ponti, Politecnico di Milano

31.01.2012 CONSIGLIO PROVINCIALE

31.01.2012:

Penosa seduta del Consiglio Provinciale di Vicenza; per giustificare il poltronificio e gli altri incarichi vengono scomodati avvocati illustri, storici, vengono citate leggi e citata anche la Costituzione.

La ciliegina sulla torta è l'intervento dell'assessore regionale Ciambetti, ex consigliere ed ex assessore provinciale a Vicenza: intervento veloce, perchè deve scappare a Treviso per fare il bis....

Secondo me, molto più semplicemente, tutto l'attaccamento di questi signori contrari al commissariamento (prima e abrogazione poi) delle provincie si evince dal link pubblicato quì sotto che contiene i compensi che ogni singolo consigliere, assessore o presidente, per l'anno 2010, ha intascato.

Massimo Boscolo

AllegatoDimensione
CompensiAmministratori2010PROVINCIAVICENZA.xls12 KB

Si indaghi sui rifiuti tossici usati nel cantiere della Valdastico Sud

Interrogazione di Silvano Sgreva, Consigliere comunale (assieme a Sandro Guaiti) - Premesso che:
da notizie di stampa, nazionale e locale, apprendiamo il sospetto che si stia procedendo alla realizzazione dell'opera stradale della Valdastico Sud utilizzando materiali sospetti e pericolosi, i quali potrebbero essere fatti sparire sotto l'asfaltatura;
Considerato che:
la gravità della notizia riportata dalla stampa crea grande apprensione per i gravi rischi che questi materiali possono provocare per l'ambiente, e quindi per la salute dei cittadini;
Considerato altresì che:
il Comune detiene ancora delle quote della società autostradale Serenissima incaricata a realizzare tale importante infrastruttura;
I sottoscritti consiglieri comunali interrogano il Sindaco per sapere:
se l'Amministrazione comunale ha assunto informazioni circa la fondatezza di quanto denunciato pubblicamente dalla stampa su questo presunto inquinamento;
se interverrà, in qualità di azionista pro-tempore per chiedere lumi alla presidenza di Brescia Padova e in particolare al presidente della provincia Attilio Schneck;
se avesse avuto in passato sentori circa i problemi evidenziati da l'Espresso e altri media;
se le notizie uscite in questi giorni sui media possano in futuro far deprezzare il valore del pacchetto azionario ancora in capo al nostro comune;
se l'amministrazione comunale ha definitivamente ceduto le quote "opzionate" dal gruppo che fa riferimento a Vito Gamberale;
se, nel caso quanto denunciato risultasse fondato, non ritenga di dover riferire urgentemente in Consiglio Comunale, comunicando anche quali misure essa intenda assumere per evitare rischi all'ambiente e per tutelare la salute dei cittadini.

IdV non parteciperà alle primarie per le provinciali 2012

La nostra decisione di non partecipare alle primarie di coalizione per la scelta del candidato Presidente alle elezioni provinciali del prossimo anno è maturata dalla convinzione che l'indicazione di un candidato della coalizione di centro sinistra precluda la possibilità di presentare una candidatura autorevole che ottenga il consenso e il voto, decisivo per vincere, anche dell'elettorato moderato, di gran lunga maggioritario nella nostra Provincia.
Anche se le Province sono destinate ad essere abolite, la scelta del candidato Presidente non può infatti essere limitata a quella di una sorta di "commissario liquidatore", come sostenuto da qualcuno, dalla quale far conseguire la scarsa importanza o comunque la fungibilità di chi verrà scelto.
I partiti, le liste civiche, le associazioni, i movimenti, sono chiamati alla responsabilità di individuare il candidato in grado di costruire in Provincia una nuova alleanza politica che sostituisca l'attuale maggioranza Lega-PDL e chiuda la stagione della Presidenza Schneck e della sua gestione dell'Ente provinciale e di tutti gli Organismi anche strategici cui la Provincia partecipa .
Per arrivare a questo obiettivo ognuno deve fare la sua parte: i partiti svolgeranno in pieno il loro ruolo e così pure le altre realtà più o meno organizzate della Società, senza passi indietro nè preclusioni di sorta per alcuno.
D'altra parte non è pensabile che l' alleanza alternativa a Lega e PDL non si confronti subito sui punti dell'azione amministrativa e del programma più qualificanti e prioritari, proprio per quell'esigenza di un "nuovo modo di far politica" sempre più sentito e richiesto dalla Società, in cui si antepongano i programmi e le regole di comportamento agli schieramenti precostituiti e alle candidature.
Valuteremo pertanto il risultato delle primarie tenendo presenti gli obiettivi politico programmatici su cui riteniamo debba essere costruita l'alternativa politica e di governo in Provincia di Vicenza.
Un saluto cordiale con l'augurio, ovviamente, di buon lavoro.
 
Il coordinatore provinciale di Italia dei Valori
Alessandro Pesavento

Parlamento padano, teatrino di careghe e magna-magna

«Se questo è il loro parlamento, allora si dovrebbero dimettere subito e lasciare le ricche careghe da deputati e senatori della repubblica italiana». Così Antonino Pipitone, consigliere regionale di Italia dei Valori, oggi, fuori dalla Fiera di Vicenza a manifestare, assieme ad altri militanti IdV, per l’apertura della riunione leghista.

«Già che ci sono – ribadisce Pipitone – i signori del Carroccio che sono qui a Vicenza per rispolverare le loro assise, farebbero meglio, per coerenza, a far dimettere anche tutti gli amici, parenti, sottopanza vari che hanno sguinzagliato ad occupare tutti i posti disponibili, dagli enti locali alle varie società partecipate».

Alla Fiera berica Pipitone e gli altri dipietristi, guidati dal coordinatore vicentino Alessandro Pesavento e dal consigliere comunale Silvano Sgreva, hanno mostrato uno striscione tricolore, alto 1,5 metri e lungo 25: «La bandiera italiana per ricordare al cosiddetto parlamento leghista che è solo virtuale – conclude Pipitone – e come promemoria ai fidi di Tosi e Zaia: da adesso in poi non gliene faremo passare nemmeno una. Quando andranno contro le istituzioni, il rispetto dello Stato, il buon senso, noi di IdV saremo presenti, per non lasciare che certe nefandezze passino in cavalleria, considerate sciocchezze perdonabili».

Seminario di comunicazione politica

Il 24 Ottobre si terrà nella sede provinciale di Vicenza il secondo seminario di comunicazione politica. Relatore di questo incontro sarà Gabriele Sola, Responsabile Nazionale Progetto Comunicazione IDV.

Seminario "L'Italia a una svolta"

Seminario di Italia dei Valori di Vicenza 1 ottobre 2011
Vicenza sala convegni Albergo S.Raffaele ore 9:00

L’ITALIA A UNA SVOLTA

Interverranno

Prof. Fabrizio Ferrari
Docente di Sociologia del Lavoro presso l’Università degli Studi di Padova.

Lezione: Ricostruire la democrazia

 Etica e politica
 Il professionismo  nella politica
Tangentopoli e i fatti del 92 - La caduta del muro di Berlino
 Una classe politica non si improvvisa -
 Il sistema elettorale - Istituzioni ingovernabili
 Dalle preferenze al “Porcellum”
 L'impegno per costruire un futuro diverso .

Prof.  Sandro Trento
Docente di Economia presso l’Università di Trento
Responsabile Nazionale Dipartimento Economia Idv.

Lezione: Le difficoltà strutturali dell'economia italiana: cosa fare?

La stagione politica che l’Italia sta vivendo è a un punto di svolta epocale.
E’ prossimo alla deflagrazione il sistema politico nato dopo “tangentopoli” e caratterizzato dal polo Berlusconi-Lega.
Il livello altissimo di corruzione nelle Istituzioni pubbliche e il pesante coinvolgimento dei partiti fanno salire dai cittadini una sempre più pressante richiesta di rinnovamento della politica se non addirittura di marginalizzazione dei partiti rispetto al processo democratico.
I cittadini vogliono tornare a contare nelle decisioni che riguardano il loro futuro, come hanno dimostrato in occasione dei referendum e delle elezioni amministrative di primavera.
La gravissima crisi economica, oramai di sistema, sta accentuando e accelerando la crisi politico-istituzionale in atto con il pericolo di gravi ripercussioni nella democrazia politica e socio-economica del nostro Paese.
Probabilmente siamo alla vigilia di una svolta anche nelle strategie economico-finanziarie internazionali e rispetto agli assetti economici mondiali.
Potrebbero esserci rilevanti e immediate conseguenze rispetto ai nostri stili di vita e alle stesse politiche di sviluppo del nostro Paese, a cominciare dalle scelte strategiche rispetto al sistema economico e infrastrutturale.
Italia dei valori offre il proprio contributo culturale e politico per affrontare questa fase decisiva per la democrazia e il benessere del nostro Paese.

3.000 FIRME = 3.000 GRAZIE A VOI TUTTI!

Alessandro Pesavento, coordinatore provinciale Idv Vicenza - Con oltre 1 milione e duecentomila firme di elettori, raccolte nel breve periodo di un mese, è stata presentata oggi alla Corte di Cassazione la richiesta di referendum abrogativo della legge elettorale, il cosiddetto "porcellum". L'adesione e partecipazione appassionata dei cittadini all'iniziativa ha manifestato una profonda volontà di cambiamento e l'esigenza diffusa di poter eleggere rappresentanti in Parlamento degni della fiducia degli elettori, onesti e capaci.
Lo sforzo di tutti coloro che si sono volontariamente impegnati per la raccolta delle firme, tra cui i militanti di Italia dei Valori che da sola ha raccolto circa 500.000 mila firme a livello nazionale, oltre 3.000 a Vicenza, consentirà di poter votare per l'abrogazione dell'attuale legge elettorale il mese di giugno del prossimo anno, a meno che il Parlamento sotto la spinta di un numero così rilevante di cittadini non decida di cambiare la legge.
Sarebbe comunque un risultato importante raggiunto grazie alla raccolta delle firme.
Ringraziamo tutti i cittadini che hanno voluto sottoscrivere la richiesta di referendum, i volontari che si sono alternati per la raccolta firme nei banchetti e tutti i pubblici funzionari che hanno fornito la loro collaborazione consentendo l'esito positivo raggiunto dall'iniziativa.

Partecipazione allo sciopero CGIL

Alessandro Pesavento, coordinatore provinciale Italia dei Valori di Vicenza - Lo sciopero generale indetto dalla CGIL per martedi 6 settembre costituisce un importante momento per denunciare l'ingiustizia sociale sempre più evidente a moltissimi cittadini. L'indignazione dei cittadini di fronte alle manovre economiche sfacciatamente classiste di un governo drammaticamente pericoloso per il Paese sta assumendo toni e contenuti inaspettati anche solo fino a poche settimane fa.
Siamo arrivati d'altra parte al ridicolo paradosso che proprio chi ha teorizzato e giustificato in questi anni l'evasione fiscale, addirittura incentivandola con i vari "scudi fiscali", pone ora la lotta all'evasione fiscale come taumaturgica e disperata pietra miliare per far quadrare i conti di un bilancio dello Stato dissestato e dissennato.
Lo sciopero di martedì al quale parteciperà Italia dei Valori può rappresentare l'inizio di un vasto movimento della società italiana e dei cittadini decisivo per far cambiare rotta al Paese ritrovando i diritti garantiti dalla Costituzione rispetto al lavoro e alla dignità e uguaglianza delle persone, spesso negati in questi anni .
Ci auguriamo di trovare al nostro fianco tutti i partiti del centrosinistra, in particolare il Partito Democratico che sui temi posti dallo sciopero generale non può limitarsi a generici pronunciamenti o, peggio, a incomprensibili critiche.
Su questi temi si fonderà infatti nei prossimi mesi la costruzione dell'alleanza di governo alternativa a Berlusconi e alla Lega.