Nicola Canilli, referente bassanese - Venerdì Italia dei Valori ha organizzato a Bassano una serata per dar spazio a Silvio Bonan di poter esprimere le ragioni alla base dell’istanza d’impugnazione a Venezia della sentenza emessa dal Tribunale di Bassano sul caso Tricom PM Galvanica. Il Consigliere di Rosà Lorenzo Signori ci ha aiutato a riassumere brevemente la vicenda e con una videointervista alla madre di Bonan abbiamo cercato di trasmettere la sensazione di cosa vuol dire vivere in famiglia un tale dramma. Auspicando che la sentenza venga riformata in appello e che si chiariscano i motivi della morte di così tanti operai, l’Onorevole Antonio Borghesi, vice capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, ha esposto perfettamente ciò che sta dietro a una tale tragedia e più che riassumere i concetti preferiamo trasmettere il suo intervento nella quasi interezza:
“Questa è in realtà una vicenda emblematica di quando il rapporto tra economia politica e magistratura non è sano. Perché dove c’è un rapporto sano, dove i conflitti d’interesse vengono colpiti, queste cose non possono succedere… Qui, se vogliamo, nel vicentino è nata l’industria del Veneto, quella iniziale, e io penso che quando, come adesso, si andrà a vedere che cosa c’è sotto (in falda) e verranno fuori tutte queste magagne, perché non essendoci stato un rapporto corretto ripeto tra economia, politica e anche devo dire magistratura …dove manca la correttezza in questi rapporti poi succede quello che è successo qui… Io voglio avere speranza che la magistratura sia come è, generalmente sana, e che quindi andando avanti in appello si possa arrivare ad un risultato diverso …perché insomma qui ci sono dei personaggi, dei soggetti che può anche darsi che presi indipendentemente non facciano testo, ma quando poi li metti vicini a questa storia: prendiamo il Battistella che è uno dei soggetti, degli interpreti di questa vicenda, questo signore fa il Sindaco, ma contemporaneamente fa il direttore (responsabile del reparto cromatura) della fabbrica e come sindaco dà l’autorizzazione a sé stesso ad andare avanti quando quella fabbrica doveva essere bloccata, dà due deroghe temporanee di tre mesi …lui quindi un pubblico ufficiale, sindaco con la responsabilità della salute pubblica, perché il sindaco è ufficiale della salute pubblica, lui di fronte a una contestazione che doveva portare a bloccare proprio la fabbrica, lui tranquillamente dà due proroghe …poi tra l’altro questo signore è stato anche assessore provinciale, perché poi bisogna raccontarle tutte le storie… questo qui dà a sé stesso, quindi alla ditta, lui come ufficiale sanitario, le proroghe per permettere a continuare a fare gli sversamenti in deroga alla revoca della provincia …e poi, se vogliamo parlare anche di magistratura, con rispetto …io ho letto la sentenza …è aberrante questa idea finale, che però era l’idea sostenuta da Parolin (PM di Bassano) già prima che siccome fumavano …allora non si sa se la colpa sia del fumo o del cromo. Capisco, noi dobbiamo anche accettare che la prova penale ha un suo modo ben preciso che è scritto nel codice …però qui ci sono di quelle storie che messe assieme concatenate, fanno capire come in realtà questo ambiente, è una storia di trent’anni… come in realtà si sia formato un ambiente dove chi doveva fare il suo dovere, il comune quindi il sindaco …se tu hai la responsabilità tu devi astenerti quantomeno dal fare cose che riguardano l’azienda nella quale sei direttore (responsabile del reparto cromatura) …e anche la stessa magistratura, perché purtroppo la giustizia in Italia poi funziona male, ci saranno tanti motivi, ma insomma quando l’azienda, che poi cambia nome, eccetera (una serie di modifiche di denominazioni sociali, scorpori, trasferimenti di quote e cessioni dopo delibere di anticipato scioglimento e messa in liquidazione), a un certo punto è condannata a pagare questa cifra enorme per l’inquinamento. Che cosa fa? Questi pensate che si preoccupassero? No, il 24 dicembre del 2003, la vigilia di Natale, questi chiedono il fallimento e in un giorno ottengono la sentenza di fallimento. Cioè immaginate voi di aver bisogno, perché siete creditori di una somma da qualcuno, il 24 dicembre provate voi ad andare in un tribunale a vedere se vi danno un provvedimento lo stesso giorno. Allora qualche dubbio per forza viene di fronte a tutte queste cose. Questi qui così sfuggono… perché quando l’azienda è fallita tu puoi andare a chiedergli dei soldi? No, è finito tutto, è sparito tutto, non c’è più niente , quel che c’era se lo son portato via… E’ questo il dramma … e oggi noi ci troviamo in una situazione economica drammatica …con un territorio come in questo caso distrutto e che non si sa neanche poi come andare a ripescare, perché questi son stati dei rapinatori, rapinatori del territorio, rapinatori del lavoro altrui e della vita delle persone …e sono liberi e girano come se niente fosse… Io è chiaro che non posso chiedere a un magistrato di agire con sentenze di Salomone …però quando mettiamo insieme tutti i pezzi di una storia come questa capiamo perché oggi l’Italia è ridotta in questo modo, perché per dei personaggi che avrebbero dovuto esser presi e buttati dentro una galera chiusa con la chiave e buttata via la chiave, invece la furbizia è questa! La nostra battaglia, come partito, è proprio quella di chiudere coi furbi che vincono sempre nel Paese. Da quelli che portano i soldi all’estero, agli evasori, a tutta questa gente qua e purtroppo è un Paese nel quale oggi i furbi vincono, e io voglio sperare, e per questo sto qua in battaglia, che questa cosa finisca. Però ci deve essere l’aiuto di tutti. Per esempio, io non so quanta gente in questo triangolo che va da Tezze a Rosà… abbia la consapevolezza …che sta vivendo sopra una bomba …e quando si andrà giù, perché io non so se quei 160 milioni (di danno ambientale) che diceva il Ministero erano corretti o meno, ma dovunque si vada a metter mano alla bonifica in zone che hanno avuto queste vicende qui, si parte e si va avanti per vent’anni prima di arrivarci in fondo spendendo delle cifre che oggi il Paese non è neanche in grado di permettersi, perché il vero problema sarà che le bonifiche partono e si fermeranno perché non abbiamo più i soldi, e quelli che hanno rapinato il territorio se la spassano come niente fosse, magari vengono assolti. Noi avevamo fatto questa interrogazione e, siccome non rispondevano, a un certo punto, era il Ministro della Giustizia perché (la vicenda) si inquadrava anche in questi comportamenti, come dire un po’ anomali, che avvenivano al Tribunale di Bassano, alla Procura di Bassano. Abbiamo costretto il ministro a un certo punto a rispondere, perché ci sono dei momenti in cui non possono rifiutare di farlo e quindi, il cosiddetto question-time, l’abbiamo costretto a risponderci e ci ha anche detto che aveva mandato un’ispezione, che c’erano già i risultati dell’ispezione. Nessuno ha saputo però che sia successo qualcosa dopo l’ispezione ed allora su questa vicenda noi abbiamo depositato l’11 luglio una nuova interrogazione per chiedere appunto …se da quell’ispezione sono emerse le anomalie riportate …e chiediamo da un lato che cosa c’era dentro quest’ispezione e se non ritenga di dar luogo a un supplemento ispettivo per valutare le cose che raccontiamo qui… Io penso anche però che se suo papà (Bonan) avrà giustizia e se gli altri che non ci sono più avranno giustizia, sarà …perché, certamente non tutti i magistrati sono bravi o capiscono al volo, e io mi auguro che quelli che incontrerà in appello abbiano una capacità di capire le vicende che ci sono qui dentro …perché son cose che diventano poi lampanti: ma può un magistrato nominare un perito, uno che …aveva fatto il consulente dell’azienda sulla quale doveva fare la perizia? Ma non c’è un conflitto d‘interesse così enorme per cui questo incaricato dovrebbe dire – Scusate io non posso farlo perché ho fatto il consulente di là – e …non lo dice e si scopre poi che addirittura era indagato per falso in perizia! Questo ne faccio colpa a un magistrato: che quando nomina un perito non faccia prima l’accertamento sufficiente a capire se quella persona può essere davvero un perito! Ecco, questi sono i temi e qui dentro il conflitto d’interesse credo che sia proprio uno degli elementi che è il cancro che abbiamo dentro il nostro Paese. La questione del conflitto d’interessi non è mai stata risolta …ma la mia paura è che anche voltata pagina, oramai si sta voltando pagina …o chi arriva dopo avrà la capacità, ma subito, nei primi cento giorni di Governo, di fare una legge sul conflitto d’interessi che ponga fine a queste cose o i conflitti d’interesse escono fuori in questo modo e distruggono il Paese. Io spero davvero che chi dovrà giudicare su questa vicenda in appello abbia la capacità di fare tutti questi collegamenti, che non sono facili perché bisogna studiarsela la cosa e mettere insieme, è come un puzzle …per comporre e capire anche il contesto di ambiente in cui tutto è avvenuto e perché è avvenuto. Io spero che ci sia un magistrato coscienzioso che lo faccia perché credo che loro, sua mamma, lui (Bonan), hanno diritto ad avere giustizia, così come tutti gli altri, ma oserei dire tutti gli abitanti della zona, perché le conseguenze le stanno pagando”.
Non stupisce quindi se poi Silvio Bonan, figlio di una delle vittime, nella ricerca della verità sulla morte del proprio padre confessi di fare volentieri due ore di strada fino alla corte d’appello di Venezia. Anzi sottolineava, partendo da una citazione del Padre Costituente Piero Calamandrei, come farebbe con piacere pure sei ore di viaggio se fossero necessarie a far emergere tutta la verità. Con rispetto e fiducia verso la magistratura, che la sentenza venga riformata in appello è quello che auspichiamo noi tutti e Silvio Bonan dalla analisi delle motivazioni di tale sentenza ha anticipato ai presenti le basi scientifiche sulle quali si baserà il ricorso. Da tali ragionamenti sono scaturite delle inevitabili preoccupazioni da parte di chi era seduto tra il pubblico: in un periodo di crisi come quello attuale, che per certi versi ricorda il motivo per il quale quegli operai accettarono di lavorare in condizioni igienico-sanitarie totalmente fuori norma, e inoltre con la cancellazione da parte dell’attuale Governo delle norme in tema di sicurezza sul lavoro in vigore ai tempi del Governo Prodi, c’è il timore che questa sentenza ponga le basi per tante altre, senza approfondimenti sulla questione cancerosità del nichel a fianco del sopracitato cromo, e che additando motivazioni quali quella del fumo, si vada addirittura a suggerire una strada per farla franca a chi lucra perfino sulla salute dei propri lavoratori. Questo è l’inevitabile disilluso ragionamento di chi, a causa dell’accettazione del fallimento della Tricom PM Galvanica, ora si ritrova a dover pagare di tasca propria per l’avvelenamento del territorio in cui vive, un danno ambientale stimato dal ministero in 158 milioni di Euro.
Abbiamo iniziato la serata con un video nel quale la signora Bonan raccontava le condizioni di vita e di lavoro del marito fino al ricovero; il Consigliere di Rosà Lorenzo Signori è andato ad integrare il racconto con la cronologia dei fatti e altre testimonianze di vita di quegli anni, quando ad esempio l’acqua veniva portata con le autobotti perché la falda era ed è avvelenata. Quanto avvenuto ripetiamo è accaduto a 11 km da Bassano: non si può rimanere indifferenti guardando l’acqua verde di scarico di veleni nelle rogge che irrigano i campi coltivati come se la cosa non ci toccasse fintanto che resta fuori da casa nostra, perché è in questa indifferenza che i peggiori misfatti vengono compiuti impunemente e non c’è da stupirsi se poi nel giardino ci crescono enormi margherite mutanti e deformate. Come non è possibile ai giorni nostri che il Comune di Tezze non si possa essere costituito parte civile al processo perché ciò non è previsto dal suo statuto e che ancora non si provveda alla conseguente necessaria modifica a tutela di evenienze future! Come può uno statuto comunale non contenere tra le finalità e gli obiettivi la salute dei propri cittadini? Non c’è vera solidarietà quando dall’autocoscienza non scaturisce un credibile atto propositivo di effettivo cambiamento.
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