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Vicenza - Sos palazzi storici "Sempre più alto il pericolo di crolli"

«Pezzi di cornicione che cadono, pezzi di poggioli che si schiantano al suolo». In periferia, ma spesso anche in centro storico dove gli edifici sono evidentemente datati. Le ultime transenne sono spuntate a San Biagio, per mettere in sicurezza un tratto di marciapiede dove sono caduti pezzi di intonaco da un terrazzino. «Quanti palazzi, a Vicenza, sono a rischio schianto?». A sollevare il tema è Silvano Sgreva, consigliere comunale dell'Italia dei valori. Basta passeggiare, come ha fatto lui, per le vie della città per accorgersi di edifici «abbandonati a se stessi», oppure semplicemente vetusti e bisognosi di manutenzione. A volte il privato proprietario interviene, ripara. Altre volte vorrebbe ma non ha né mezzi né risorse. Altre ancora non se ne cura proprio. Tocca al Pubblico allora transennare l'area, se c'è pericolo, a volte anche effettuare le riparazioni stesse, poi addebitandole ai proprietari. E aspettare che rimborsino. Stradella San Giacomo e contrà Riale sono le zone del centro dove ultimamente era scattato l'sos crolli. I problemi sono stati risolti. Aim Valore Città calcola che vi sia oltre un intervento al mese di questo tipo. Gli addetti si muovono spesso allentati dalla polizia locale o dai vigili del fuoco, mettono al riparo l'area, e le transenne restano fino a fine lavori. A volte passano mesi.
Ma ci sono anche altri angoli nel cuore della città dove «regna l'abbandono». Ci sono palazzi come «l'ex sede del Coni, dietro alle Poste, che è in grave degrado», aggiunge il consigliere Sgreva. Che si chiede: «Che fare per i palazzi a rischio schianto?».
Trova due risposte: «O li abbattiamo, o li salviamo, rimettendoli a nuovo e utilizzandoli per quelle attività indispensabili per il vivere amministrativo, culturale, ambientale e sociale della città». E aggiunge: «Perché invece di costruire strutture nuove non utilizziamo i numerosi edifici storici lasciati abbandonati a se stessi? E perché alcuni inutili edifici nel centro storico che non hanno valore non vengono abbattuti per dare spazio a "piazze dei Poveri" e non solo a "piazze dei Signori"?». Secondo il consigliere dell'Idv i «problemi dirisorse sono superabili se non ci fossero ostruzionismi di interesse» e che prevalessero «gli interessi della città», che è «semplicemente quello che un'amministrazione dovrebbe fare, con un po' di sano coraggio».
«Il degrado di certi edifici privati è un tema che ho sollevato io stesso più volte e che riguarda un po' tutti i capoluoghi veneti - replica a distanza Pierangelo Cangini, assessore all'Edilizia privata -. Purtroppo sono molte le difficoltà d'azione dell'amministrazione comunale quando si ha a che fare con le proprietà private. Possiamo e dobbiamo intervenire solo se c'è un pericolo per l'incolumità pubblica. Altra cosa sono i palazzi abbandonati: spesso allabase ci sono problemi di eredità oppure difficoltà economiche che impediscono ai proprietari di avviare le manutenzioni». La mano pubblica può giocare un ruolo con incentivi e sgravi per le ristrutturazioni, e con un regolamento edilizio che vada in questo senso. Il regolamento, in cantiere da anni, non è ancora stato licenziato: «È pronto - assicura Cangini -ma prima di licenziarlo aspettiamo di varare il Piano degli interventi: a quello va allegato un prontuario normativo, perciò stiamo valutando che cosa inserire nel prontuario e che cosa nel regolamento. Ma già col Piano Casa abbiamo introdotto una serie di incentivi. Purtroppo le leve per indirizzare le scelte private sono limitate».
Cangini conclude ricordando che «qualcosa di buono si sta muovendo: in contrà Cabianca, a breve, partiranno delle ristrutturazioni importanti».

Giornale di Vicenza 23/01/2011, di Marco Scorzato

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